Gueiza ‘d la tana: storia e natura racchiusi in una grotta

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Non è raro trovare nelle Alpi  cavità del terreno più meno profonde o caverne che la fantasia popolare ha sempre ritenuto abitate da personaggi misteriosi: folletti, fate, orchi. Lo sono anche quelle della val d’Angrogna popolate, però, in modo particolare: non da figure mitiche ma da uomini e donne. La tradizione locale le ha infatti ricollegate a quello che costituisce l’identità profonda della comunità valdese: la storia.
La grotta anonima situata nel comune di Angrogna è diventata così la gueiza, la chiesa, luogo di incontro e di riflessione sulle realtà della fede. È probabile che il toponimo abbia origine antica, ma il luogo assume rilievo particolare agli inizi dell’Ottocento quando diventa una delle tappe obbligate per i viaggiatori inglesi in visita alle Valli.
E’ poco probabile che i valdesi abbiano scelto un luogo che poteva risultare pericoloso per le loro adunanze: i documenti parlano più di località appartate, boschi, radure; in caso di attacco la grotta diventa infatti una trappola senza via di scampo.
La fantasia è però più affascinante della storia e la gueiza ha offerto certamente occasioni a molti visitatori di vivere un’esperienza immaginando l’assemblea raccolta alla luce di fioche candele, il predicatore nell’ombra sul fondo.
Il fascino della grotta è andato così crescendo nel tempo trasformandosi da luogo di memoria, legato ad una vicenda storica molto particolare, quella dei valdesi, in luogo di esperienza e di meditazione a storica, porta sul mistero.
La gueiza illustra questo fatto singolare: i luoghi storici significativi, pregnanti, hanno vita propria, finiscono con avere essi stessi una storia.

Ringraziamo Fondazione Centro Culturale Valdese per le informazioni forniteci.

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