Innaugurazione del “nuovo” museo valdese

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TORRE PELLICE. Oggi, mercoledì 31 ottobre, a Torre Pellice  verrà inaugurato il nuovo Museo Storico Valdese. Infatti Torre Pellice, “capitale” delle Valli valdesi e già definita “piccola Ginevra italiana” da Edmondo De Amicis, è stata nominata nel 2017 “Città Europea della Riforma” dalla Commissione delle Chiese Protestanti in Europa.

Grazie al contributo della Tavola Valdese (Otto per mille), della Regione Piemonte e della Società di Studi Valdesi, il sostegno degli sponsor tecnici iGUZZINI e Wunderhaus e il patrocinio del Comune di Torre Pellice, il completo rifacimento del Museo Storico Valdese  è stato progettato dagli architetti Margherita Bert e Massimo Venegoni, autori di numerosi interventi su strutture storiche museali quali quelle del Forte di Bard (Aosta).

Nato nel 1889 come museo del patrimonio condiviso della comunità valdese, è stato restaurato con l’avvicinarsi, nel 2017, del cinquecentenario della Riforma protestante. L’idea è nata dalla necessità di  utilizzare strumenti nuovi per raccontare la storia valdese. Quello che verrà presentato oggi non è un semplice riallestimento del vecchio museo, ma è un vero e proprio nuovo museo, in cui la comunità valdese rappresenta sé stessa, ma è anche un museo ‘autoriale’, che per ciascun periodo ha uno o più studiosi a curarne i contenuti”.

Unico al mondo a ripercorrere gli oltre otto secoli di storia valdese attraverso due continenti, l’Europa e le Americhe, il nuovo Museo valdese presenta un percorso che propone un continuum narrativo, articolato in 6 grandi sezioni temporali classiche – dal Medioevo al Novecento – che, snodandosi per unità di senso intorno a temi e concetti chiave, fa riferimento alla specifica cronologia degli avvenimenti valdesi, inserendoli nel contesto più generale.

L’appuntamento è alle 17,30 di mercoledì 31 ottobre a Torre Pellice, presso l’ex Convitto valdese di via Beckwith 3. Alle 18,45 taglio del nastro, visite guidate e l’apertura della mostra dell’artista protestante Paolo Paschetto (1885 -1963), vincitore del concorso per l’emblema della Repubblica Italiana.

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